Vivalacampagna Weblog

trasferirsi dalla città in campagna

Zucche vuote

Nella notte di Halloween a Coriano e Ospedaletto si è scatenato un vero inferno! Ragazzini giravano per le strade facendo scherzacci agli abitanti, dalle uova spiaccicate sulle facciate delle case ai petardi nelle buchette delle lettere.
Subito sui social si sono scatenati i soliti educatori da tastiera, condannando fermamente questi comportamenti (condanna a cui peraltro mi associo), condannando i genitori, incapaci di educare e punire i propri figli (e anche qua mi trovo abbastanza d’accordo), e suggerendo punizioni creative, pene corporali, telecamere di sorveglianza, carabinieri in pattuglia 24 ore su 24, evocando addirittura il ritorno della leva obbligatoria, perchè in fondo è risaputo, i militari sapevano come insegnare la disciplina ai nostri figli (non scherzo!).
Su quest’ultimo punto mi sento meno in sintonia.
Ritengo che quello che manca nel nostro territorio non siano vigilanza e punizioni (fatto salvo che molti genitori potrebbero sforzarsi di più nel fare il loro “lavoro”), ma piuttosto un progetto capace di coinvolgere i ragazzi e le ragazze durante le ore in cui non hanno altra alternativa se non quella dei ciondolare per le vie del paese, attività certo divertente, ma che a volte può risultare ripetitiva, tanto da indurre i più giovani a cercare alternative, magari tipo il lancio delle uova!
A dire il vero avremmo sul nostro territorio uno spazio chiamato “centro giovani“, ma non mi sembra che per il 31/10 avesse in programma, che so, una maratona di film dell’orrore, un corso per intagliare la zucca, oppure una bella festa in maschera. Forse c’era una serata dedicata alla shiatsu, oppure allo yoga, perchè è di questo, e solo di questo, che si occupa, in maniera egregia, l’associazione che ha vinto due anni fa il bando per la gestione della struttura.
Ripeto (giusto per quelli un po’ più duri di comprendonio): lungi da me dal giustificare azioni di micro vandalismo notturno, mi preme solo proporre al posto di ronde e pene corporali, attività culturali e operatori sociali.

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Scuole Medie

Anno di grandi cambiamenti, sopratutto per Frida: dalle elementari “siamo” passati alle scuole medie! Alla fine abbiamo optato per Ospedaletto (a dire il vero questa scelta non è mai stata messa in discussione), un po’ perchè siamo contrari alle migrazioni scolastiche (abbiamo amici che si spostano di diversi chilometri solo per la palestra più grande o perchè dicono ci sia un corpo docente migliore!), un po’ perchè durante la visita la scuola ci è spiaciuta (palestra, laboratori, lavagne elettroniche, insegnanti stabili e piuttosto giovani).

Subito dai primi giorni i primi problemi: la classe è tosta, tanti ragazzi, e anche un paio di ragazze, impegnativi, un paio di bocciati, gli insegnanti faticano a gestirli, e così fioccano le note! Prime singole, per chi fa confusione, per chi si scorda il materiale, per chi non fa i compiti; poi sono arrivate anche quelle collettive. Non sono un pedagogista e lungi da me dal voler criticare gli insegnanti, ma mentre non ho nulla da eccepire sulle prime, le seconde invece mi lasciano perplesso. Sopratutto ripenso a me e all’amico Luca alla medie, se avessero punito la classe per le nostre marachelle, sai che pacchia!!!

Altra nota dolente i costi: facendo due conti tra libri (e già, nel 2017 ancora tanti libri, grandi a colori, uno o due per materie), quaderni, cartelline, materiale tecnico, siamo arrivato quasi a 400 euro! E siamo fortunati perchè Frida ha deciso di usare lo zaino Eastpack di sua mamma (un evergreen, ma quest’anno particolarmente cool!) e l’astuccio dell’anno scorso, altrimenti dovevamo aggiungere alktri 100 euro. Una nostra amica, con due figli iscritti, è arrivata quasi a 900 euro

Fragheto 2017

I primi giorni del 1944 la Brigata Garibaldi Romagnola impegna militarmente truppe composte da fascisti e nazisti mandate a rastrellare la colline sopra Casteldelci.
Dopo aver combattuto duramente e aver inflitto diverse perdite, permettendo ai compagni una ritirata ordinata, i partigiani della prima brigata si sganciano e si ritirano.
I militari tedeschi e italiani, per rappresaglia, uccidono 30 persone, donne, vecchi e bambini, metà degli abitanti del borgo di Fragheto, rei di aver “ospitato” alcuni partigiani feriti: insieme a loro vengono fucilati 5 partigiani appena catturati e, dopo qualche giorno, 8 ragazzi, accusati di essere renitenti alla leva della “Repubblica di Salò”.
Noi siamo andati come sempre a camminare sugli stessi sentieri percorsi dai partigiani settantanni fa e a ricordare le persone che lì sono state barbaramente trucidate.

Festa della Liberazione

Domani è il 25 aprile e se seguite il blog da qualche anno, saprete che per me rappresenta una festa importante, come Natale Capodanno e Pasqua messi insieme!!! Il 25 aprile si festeggia la Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo e si festeggiano le migliaia di partigiane e partigiani che aiutarono le forse alleate a sconfiggere i nazisti e i loro sgherri fascisti. Perchè è così importante per me? Perchè non voglio che queste persone, che sognavano un’Italia e un mondo migliore, libero e solidale,  siano morte invano. Perchè credo in realtà che sarebbe necessario ricordarsi di loro tutti i giorni, perchè è grazie alla loro lotta e al loro sacrificio che oggi siamo qua a scrivere su internet, a parlare in piena libertà, a fondare partiti e associzioni e a combattere per i proteggere e affermare i nostri diritti.

Io domani sarò come sempre alla Marcia della Pace che collega Casteldelci a Fragheto; l’appuntamento è dalle 9,30 alle 10,00, poi si parte per una piacevole camminata nei boschi e calanchi, fino ad arrivare alla frazione dove nel 1944 i nazi-fascisti massacrano alcune famiglie di contadini inermi.

APPELLO DELL’ANPI PER IL 25 APRILE

Il 25 aprile è la festa di tutte le italiane e gli italiani. Delle loro radici e del loro futuro. Ricordiamo i combattenti per la libertà, i loro sogni di democrazia, uguaglianza e felicità, il portare avanti con coraggio e tenacia la loro speranza di un Paese civile, giusto, solidale. Festeggiamo la Costituzione nel 70° anniversario della sua approvazione. Quello straordinario lavoro di concordia e responsabilità che condusse alla scrittura delle regole e della sostanza democratica della vita collettiva. Principi e valori realizzati solo in parte se guardiamo alla situazione complessiva dell’Italia dove un diritto elementare, come quello al lavoro, in particolare per i giovani, è disatteso, dove l’attuale modo di far politica per lo più allontana, invece di stimolare e promuovere la partecipazione popolare, dove l’orizzonte antifascista non è ancora pienamente patrimonio dello Stato in ogni sua espressione.

Dobbiamo essere uniti e tanti. A trasmetterci la voglia di essere parte attiva dell’irrimandabile processo di attuazione integrale della Costituzione, di contrasto ai troppi neofascismi che impazzano nelle strade e per il web illudendo una parte delle giovani generazioni, di costruzione di una diffusa e forte cultura del dialogo, della solidarietà, della pace.

Dobbiamo darci appuntamento per tutti i giorni a venire. Il 25 aprile rappresenti un impegno quotidiano a sentirci una comunità in marcia verso una democrazia realizzata fino in fondo.

Con l’entusiasmo e le capacità di ognuno.

Buona Liberazione.

San Bartolo

A due passi da noi abbiamo un parco bellissimo e in pochi lo sanno, ci vanno comunque, magari senza saperlo, sopratutto d’estate, con le tende, a grigliare salsicce in riva al mare, rischiando multe e incendi che mettono a rischio il fragile ecosistema.

Io ci sono stato a fine marzo, una sorta di regalo di compleanno anticipato. insieme al mio amico Daniele, ideatore e organizzatore di questa escursione bellissima.

Partiamo da San Giovanni perchè Daniele è senza auto, caffettino, poi andiamo a parcheggiare alla stazione di Cattolica e cominciamo il percorso: da Gabicce Mare, dove si comprano panini e spianata, ci spostiamo lungo la spiaggia sassosa fino alla Vallugola, da dove cominciamo a salire in mezzo al sottobosco fino a Castel di Mezzo. Un saluto veloce ad Andrea Rignoli, patron del ristorante la Canonica, e via verso la prossima tappa, Fiorenzuola, dove facciamo una tappa per reidratare i sali con una birretta alla spina! Il percorso è misto, un po’ sentiero, un po’ tratturo e anche purtroppo un pezzetto di strada asfaltata. Facciamo una piccola deviazione fra cespugli di ginestre per raggiungere la vetta del Monte Castellaro da dove si gode una spettacolare veduta del nostra mare Adriatico, che in questo punto assume gli stessi colori del Salento! Grazie al sentiero della Bocca del Lupo, scendiamo verso Pesaro, costeggiando i giardino della Villa Imperiale.
Prima di prendere il treno (in ritardi di mezzora) che ci riporterà a Cattolica, c’è temo per soseggiare una bella birra media e per progettare le prossime escursione.

Per chi volesse fare lo stesso giro su questo sito trovate tutti i dettagli.

Gita a Bologna

Visto che ormai non ci si rimedia più per fare nulla, non potevamo che scegliere l’unica giornata con pioggia e nebbia degli ultimi mesi per andare a fare una gota a Bologna!!!

Ci muoviamo con la solita calma che caratterizza la nostra famiglia alla volta del capoluogo emiliano, obiettivo la visita alla mostra della Collezione Gelman, tra cui spiccavano un paio di tele molto interessanti dell’amata pittrice Frida Kahlo.

La mostra è ben curata, con un percorso dedicato ai bambini, i quadri belli, sopratutto quelli dei muralisti messicani, mentre quelli di Frida sono pochi e non tra i più famosi. Purtroppo la mostra è stata pubblicizzata, per ovvi motivi commerciali, come la mostra di Frida Kahlo, e quindi si corre il rischio di rimanere un po’ delusi. Merita comunque una visita, visto che è a due passi e che è possibile vederla ancora per un mesetto.

Già che eravamo a Bologna siamo andati a fare un giro nostalgico per le vie di Bologna, ignorando nebbia, pioggia e vesciche di Frida!!! Via Saragozza, via Nosadella, Piazza Malpighi, via Ugo Bassi, Piazza Maggiore…. e poi a pranzo nel rinato Mercato delle Erbe.

Beh, alal nostra maniera è stata comunque una giornata piacevole

Partigiani anzi partizan

Oggi ho appreso tristemente da internet che si è spento nella sua abitazione di Pedrolara Andrea Bianchi, uno degli ultimi partigiani di Coriano. Bianchi si era arruolato nella Guardia di Finanza nel 1942 e dopo meno di un anno di addestramento era stato mandato nel fronte jugoslavo. L’8 settembre del 1943, davanti alla disfatta del regime fascista, decise di dare vita insieme ai suo compagni d’arme, alla Brigata Garibaldi, inquadrata nelle truppe partigiane del Maresciallo Tito. Alla fine della guerra, rientro in maniera rocambolesca nella sua Coriano.

I funerali si svolgeranno lunedì alle 15,30.

Riposa in pace partizan Bianchi!