Non era neanche da dieci anni che Pancho stava con noi ma ne avevamo condivise tante. Mezzo pitbull, mezzo Labrador, 35 kg di muscoli, buono come un pezzo di pane, sempre pronto a farti le feste, a leccare Frida o Evita, con la testa perennemente appoggiata sulle persone che mangiavano, in attesa di un boccone.
Veniva con noi ovunque, soprattutto prima di trasferirci in campagna e prima che nascesse Frida. Ci ha accompagnato a Bassano del Grappa insieme ai Chicchi e ai Montesi, a Cividale del Friuli con gita al Monte Canino, un paio di edizioni della Marcia della Pace Perugia – Assisi, in Maremma e all’Isola del Giglio. Senza contare le decine di volte che è venuto con me in montagna, con e senza la neve: Catria, Acuto, Cucco, Carpegna, Falco e Falterona, quai tutte le cime dei nostri appennini. Tanti momenti belli.
Domenica sera, mentre cenavamo con Giorgio e la Nadia, sono bastati 3 minuti e un infarto per lasciarci con un enorme vuoto.
Era nato sul Marano e adesso è seppellito a Mulazzano.

