In questi ultimi giorni la nostra casa è scossa da continue e violentissime raffiche di vento che scendono dalla Carpegna. Per fortuna il vento ancora non è freddo e la pioggia oggi mi ha dato un po’ di tregua, permettendomi di continuare con il mio lavoro di spalatore di letame. Se domani il tempo regge spero, vesciche permettendo, di finire.
Frida non si è accorta di niente: strana cosa per una bambina che si sveglia per un paio di galline e non sente il vento scuotere la casa fino alle fondamenta!
Abbiamo pensato che potremmo chiedere un preventivo per integrare il fotovoltaico, che finalmente stiamo per ordinare, con un paio di mini pale eoliche: nei prossimi giorni provo a cercare le ditte che le montano in zona.
Il problema non è tanto il rumore, a cui ti abitui facilmente, quanto il lavoro che ti aspetta il giorno dopo: oltre a foglie, rami, sacchetti e altre robacce sparse nel giardino, ho recuperato la ciotola in acciaio di Pancho in fondo al campo e il coperchio della compostiera (ah, è vero, non via avevo detto che il comune è riuscito a consegnarcela in un mese dalla domanda) nell’orto del vicino… Avrò lavorato un paio d’ore buone, tutto tempo tolto alla spalatura! Qualche benpensante ha commentato: hai voluto la bicicletta….
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