Vivalacampagna Weblog
trasferirsi dalla città in campagnaLike a Rolling Stones
Un anno fa nasceva Evita. Mentre stavo correndo da Mulazzano a Rimini Radio Capital trasmetteva Like a Rolling Stones. Non potevo chiedere di meglio. Vi regalo il testo…
Una volta ti sei vestita in modo molto carino
il tuo fondo schiena è stata una parte molto apprezzata nei suoi tempi migliori, non è vero?
le persone ti hanno chiamata, dicendo “Attenzione bambola, stai per arrivare al tramonto”
Tu credevi che si prendessero gioco di te
ci ridevi su
ognuno che si lasciava andare
ora non parli a voce così alta
ora non sembri così orgogliosa
di dover scroccare il tuo prossimo pasto
Come ci si sente
come ci si sente
a non avere una casa
come un completo sconosciuto
come un vagabondo (‘pietra rotolante’)?
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Cani e sanità
Lunedì è il mio giorno libero così ne ho approfittato per fare un paio di giri. Ho scoperto così delle cose su Coriano che mi erano sconociute.
Sono stato innanzitutto al Canile Comunale, che non sapevo neanche esistesse. Si trova sulle vie Piane, a due passi dalla Valleverde. E’ piccolo, ben curato, pulito. Tutto grazie a un piccolo gruppo di volontari che, nonostante il Comune in amministrazione straordinaria per il secondo anno gli abbia tagliato i 15000,00 € con cui tiravano avanti, riesce a fare un lavoro veramente eccelso.
Da li sono andato all’Asl di Coriano per prenotare le analisi del sangue che mi ha prescritto il medico un mese fa. Con me avevo Evita, così ho preso il numero, ho visto sul display che avevo davanti 20 persone e ho deciso di fare un salto alle Poste. Sono tornato nel giro di 10 minuti, c’era il doppio della gente ma il numero sul monitor segnava sempre il 5. Ho chiesto quale numero avevano chiamato: mi hanno risposto che il numero non c’era, il display è fermo, e mi hanno indicato gentilmente chi era l’ultimo. Non ci potevo credere, con 30 persone, tra cui anziani e mamme con i bimbi, chiamavano a voce. Rimpiango l’ottimo servizio sanitario cubano ricevuto a Trinidad quando Frida aveva 39 di febbre.
Natale
Quest’anno le festività sono state più dure del solito. Non per colpa dei quarantanni appena raggiunti, ne per lo stress dei regali, io e la Pri tra di noi li abbiamo aboliti, abbiamo deciso di farli solo ai bimbi e avevamo le idee piuttosto chiare (My firts Victorinox il migliore!).
La stanchezza è dovuta al fatto che non ero abituato nella vecchia osteria a lavorare il 24 e il 26, mentre nella nuova Locanda di San Savino abbiamo avuto il pieno entrambe le sere. Così il 24 sono tornato all’uno, ho assistito la Pri che aveva 39 e dava di stomaco, ho spazzato la sala, radanato l’angolo di Evita, messo i regali sotto l’albero, legato il cane, spento le luci, fatto la doccia e finalmente alle 2,30 sono andato a letto, per rialzarmi alle 9,00, spacchettare i regali con Frida, dare lo straccio, mettere su il brodo, preparare l’aperitivo, apparecchiare (per fortuna con l’aiuto della mia famiglia venuta a soccorrermi) e finalmente mangiare e bere. Alle 21,30 mi stavo addormentando guardando Bolt con Frida.
Buon Natale a tutti.
Adesso mancano solo 365 giorni al prossimo.
Crisi e gomme
martedì devo andare, dopo aver aspettato il mo turno per una settimana, a cambiare le gomme e mettere le termiche. L’ho sempre fatto, abitando a Muloazzano è inevitabile.
L’altro giorno però ho scoperto che si mi beccano senza gomme termiche o catene dal primo dicembre mi fanno la multa. Mi chiedo: ma stanno scherzando? Si sono accorti che ci sono 18 gradi e che la temperatura non scenda mai sono gli 8/10? Hanno visto le mele sul mio albero che continuano a crescere? Lo sanno quanto costa un treno di gomme? Forse è un modo per fare muovere l’economia, per “stimolare” i consumi, almeno il mercato delle gomme segnerà un aumento delle vendite in questo mese!!! Monti potrebbe seguire l’esempio, che so, a gennaio obbligatoria in ogni casa l’asciugatrice per i panni, così via tutti al Mercatone a comprarne una…
Arrivederci Pancho
Non era neanche da dieci anni che Pancho stava con noi ma ne avevamo condivise tante. Mezzo pitbull, mezzo Labrador, 35 kg di muscoli, buono come un pezzo di pane, sempre pronto a farti le feste, a leccare Frida o Evita, con la testa perennemente appoggiata sulle persone che mangiavano, in attesa di un boccone.
Veniva con noi ovunque, soprattutto prima di trasferirci in campagna e prima che nascesse Frida. Ci ha accompagnato a Bassano del Grappa insieme ai Chicchi e ai Montesi, a Cividale del Friuli con gita al Monte Canino, un paio di edizioni della Marcia della Pace Perugia – Assisi, in Maremma e all’Isola del Giglio. Senza contare le decine di volte che è venuto con me in montagna, con e senza la neve: Catria, Acuto, Cucco, Carpegna, Falco e Falterona, quai tutte le cime dei nostri appennini. Tanti momenti belli.
Domenica sera, mentre cenavamo con Giorgio e la Nadia, sono bastati 3 minuti e un infarto per lasciarci con un enorme vuoto.
Era nato sul Marano e adesso è seppellito a Mulazzano.
Birra scura
Ieri, come al solito con i tempi tirati e con la difficoltà a raffreddare il mosto, io e Franz ci siamo cimentati in una nuova “cotta”.
Questa volta abbiamo macinato malto in grano miscelandone due tipologie, crystal e black, quest’ultimo con l’inconfondibile aroma di caffè e cioccolato tipico delle stout. Luppolo usato: del profumato e inglesissimo kent golding. Cosa dovrebbe venire fuori? In teoria una birra ambrata in stile anglosassone. Per adesso è di sotto che gorgoglia, con una temperatura intorno ai 20 gradi. Appena smette procediamo all’imbottigliamento e tra un paio di settimane all’assaggio, ma sarà sotto a Natale che la birra, se viene bene, sarà al suo top!
Zucche
Breve nota dedicata ad Halloween, cosa inedita per casa nostra, che di solito non dedica a questa festa neanche un minuto.
In questi giorni abbiamo ospitato a casa Gianni, Laura, Veronica Francesca e Michelle, vecchi amici insieme ai quali ho percorso un pezzo della mia strada personale, condividendo un progetto nazionale di ristorazione solidale. Un occasione per fare due chiacchiere, aggiornarci a vicenda, bere del buon vino, mangiare del cibo sano, bio e a filiera corta.
Michelle, originaria di Richmond, Virginia, ha portato una bella zucchetta per Frida, e ieri sera l’ha intagliata con grande maestria. Così questa sera avremo un bel lumino sdentato sulla finestra della nostra cucina.
Foglie morte
Nei giorni scorsi la maestra di Frida ci ha detto di portare alcune foglie secche per fare dei lavori con i bimbi. Le ho chiesto se si era guardata intorno, se per caso aveva notato qualcosa di diverso negli alberi. Mi ha guardato con fare interrogativo, forse pensava fosse una delle mie solite domande a trabocchetto. Allora senza farla aspettare troppo le ho detto che nel nostro giardino, ma anche negli altri, di foglie secche ne avevo ben poche, ma che se voleva le potevo portare qualche fiore del melo, che, a dispetto dell’arrivo ufficiale dell’autunno, proprio in questi giorni aveva pensato bene di vestirsi come in primavera, Del resto, a parte un po’ di sole e di foschia, il sole scalda ancora le nostre ossa, le temperature medie sono intorno ai 20 gradi e quindi il melo è più che giustificato. Senza contare che è in buona compagnia: le zinie sono in fiore, i peperoncini crescono e il basilico non è mai stato così bello.
Indignados
Quando mi è saltato un lavoro che avevo sabato ho deciso che era l’occasione giusta per andare a Roma a manifestare insieme agli indignados. Una manifestazione organizzata non contro la solita casta, Berlusconi e le sue zoccole, la Lega e il suo razzismo, ma contro quella classe politica e imprenditoriale che per 30 anni, in tutto il mondo, ha dato vita ad un sistema economico fondato sulle diseguaglianze e su un falso ideale di sviluppo. Lo stesso sistema che adesso vorrebbe dettare le ricette per uscire dalla crisi che hanno creato loro, ricette che prevedono salvataggi per le banche e licenziamenti per operai e dipendenti pubblici, riduzione del welfare, azzeramento della scuola e della cultura. Volevo andarci insieme a tutta la mia famiglia, perché la lotta che si sta aprendo appartiene a tutti, dai più piccoli, che non hanno neanche i pennarelli per l’asilo materno, agli anziani, senza più nessuna tutela.
Purtroppo stasera la Pri, dopo un paio di settimane sull’orlo del baratro, si è misurata la febbre e aveva quasi 38 e mezzo. Così passerò il fine settimane ad accudire lei e a pulire il moccio alle mi due piccole stelle. Magari con un orecchio alla diretta su Global Project, sicuro che la manifestazione di sabato 15 ottobre sarà solo la prima di una lunga stagione di lotta.
20 anni passati a marciare per la pace
Domenica siamo stati alla Marcia Perugia-Assisi in formazione completa: io, la Pri, Frida, Evita e addirittura mia sorella Marta. Quest’anno si festeggiavano i 50 anni da quando Aldo Capitini inventò questa camminata di 24 chilometri per chiedere ai potenti della Terra di abbandonare l’uso delle armi per risolvere i conflitti internazionali. Non potevo assolutamente saltare questo anniversario, visto che è da più di 20 anni che io aderisco e partecipo alla Marcia. Credo che la prima volta sia stato in occasione della guerra del Golfo, quella di Bush senior, poi ci siamo tornati per chiedere di fermare le bombe che lanciavamo sulla Serbia, prima ancora per chiedere la fine dell’assedio di Sarajevo, ci siamo stati per piangere le morti delle due torri e per chiedere a Bush non non attaccare l’Afghanistan, poi contro l’attacco ai Taleban, all’Iraq di Saddam, per i diritti del popolo kurdo e di quello palestinese, per il Tibet e Timor Est… E’ stata un’emozione ripercorrere ancora una vota questa strada, vedere Assisi avvicinarsi piano piano, sedersi davanti alla Basilica di San Francesco a tirare il fiato.
Già che c’eravamo, come è nostra abitudine negli ultimi anni, siamo arrivati a Perugia la sera prima, godendoci così questa splendida città, i suoi vicoli, la sua gente, il suo cibo.

